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Analisi e Controllo Qualità delle Acque
Foto di Daniele Levis Pelusi su Unsplash

Analisi e Controllo Qualità delle Acque

Acqua Potabile

La normativa sulle acque destinate al consumo umano (D.Lgs. 18/2023, integrato e aggiornato dal D.Lgs. 102/2025) stabilisce una netta ripartizione di compiti e responsabilità lungo la filiera. Il confine giuridico e operativo fondamentale è costituito dal punto di consegna (identificato nel contatore): tutto ciò che si trova a monte ricade sotto la responsabilità del gestore idrico, mentre ciò che si trova a valle ricade sotto la responsabilità dell’utente o del gestore interno.

Per quanto riguarda l’utente, la normativa distingue nettamente tra il privato cittadino (utenza domestica ordinaria) e i responsabili di edifici prioritari o attività economiche (utenza non domestica).

Privato cittadino o condominio

Nell prima categoria rientrano il privato cittadino ed i condomini. In questo caso la norma dispone:

  • Nessun obbligo di analisi periodica: Il privato cittadino non ha alcun obbligo di legge di effettuare campionamenti analitici né di redigere valutazioni del rischio per l'uso dell'acqua di rete.
  • Custodia dell'impianto interno: Il proprietario o l’amministratore dei condomini (in questo caso inquadrato come Gestore della Distribuzione Idrica Interna - GIDI) è responsabile del mantenimento dell'impianto tra il contatore e i rubinetti. Se l'acqua al contatore è conforme ma fuoriesce non conforme al rubinetto a causa di incuria o tubature degradate, l'ASL può ingiungere al gestore interno l'adozione di provvedimenti correttivi.
  • Divieto di contaminazione e riflusso: È fatto divieto assoluto di collegare o miscelare la rete dell'acqua potabile con circuiti di acque a diversa destinazione (es. pozzi privati non potabilizzati, impianti antincendio, acque piovane o acque grigie). È obbligatoria la separazione fisica per evitare riflussi nella rete pubblica.
  • Manutenzione di apparecchiature domestiche: Qualora vengano installati addolcitori, filtri o apparecchiature di affinamento dell'acqua, questi devono essere conformi al D.M. 25/2012 e manutenuti secondo le indicazioni del produttore per scongiurare proliferazioni batteriche indesiderate.

Edifici prioritari o attività economiche

Per gli immobili di grandi dimensioni ad uso pubblico o collettivo (ospedali, scuole, alberghi, ristoranti, caserme, palestre, stazioni) scattano specifici obblighi cogenti:

  • Mantenimento della qualità al punto d'uso (rubinetto): Il GIDI deve assicurare che i valori parametrici rispettati al contatore siano mantenuti inalterati fino al rubinetto.
  • Valutazione e gestione del rischio interno: Entro il 12 gennaio 2029 deve completare la valutazione del rischio dell'impianto idrico interno (da riesaminare ogni 6 anni).
  • Monitoraggio specifico per piombo e Legionella: Deve effettuare controlli periodici mirati sui parametri dell'Allegato I, Parte D (piombo, Legionella spp.).
  • Piani operativi per classe di rischio:
    • Classe A (ospedali, RSA con ricovero): redazione di un vero e proprio PSA interno.
    • Classi B e C (ambulatori, alberghi, ristorazione/mense): Piano di autocontrollo degli impianti idrici interni (integrabile nel DVR ex D.Lgs. 81/08 o nell'HACCP).
    • Classe D (palestre, impianti sportivi, SPA): Piano di monitoraggio e verifica igienico-sanitaria.

C. Imprese Alimentari (OSA)

  • Se l'operatore del settore alimentare utilizza acqua di rete come ingrediente o per il lavaggio degli alimenti, è responsabile della sua conformità al punto in cui entra nel ciclo produttivo.

Cosa facciamo

  • Analisi microbiologiche e chimiche
  • Stesura di Piani Sicurezza Acque e Piani di autocontrollo
  • Aggiornamento dei piani HACCP con la valutazione dei rischi derivanti dall’acqua
  • Valutazione analitica del corretto funzionamento delle apparecchiature inserite per il trattamento dell’acqua (addolcitori, filtri a carbone, osmosi, ecc.)

Acqua di Pozzo

Che sia per uso domestico privato o a servizio di un'attività commerciale (agriturismi, imprese alimentari, ristoranti), verificare la potabilità dell'acqua di pozzo è fondamentale per tutelare la salute e garantire la conformità alle normative vigenti (D.Lgs. 18/2023 e D.Lgs. 102/2025).

Per destinare l'acqua di un nuovo pozzo all'uso umano è necessario ottenere il Giudizio di Idoneità d'Uso rilasciato dall'ASL. L'iter prevede due elementi obbligatori:

  • Esame ispettivo: Verifica strutturale del pozzo, delle opere di presa e delle zone di salvaguardia per escludere fonti dirette di inquinamento.
  • Controlli analitici stagionali: 4 campionamenti distribuiti nell'arco di un anno (uno per stagione) per valutare la stabilità della falda al variare delle condizioni climatiche.

La normativa vigente prescrive che le analisi debbano essere accreditate in conformità alla norma ISO/IEC 17025. Le analisi prevedono i seguenti gruppi di controlli:

A. Parametri Microbiologici

Per escludere la presenza di contaminazioni biologiche o fecali:

  • Escherichia coli
  • Enterococchi intestinali

B. Parametri Chimici

Per verificare la presenza di sostanze tossiche o derivanti da attività umane e industriali:

  • Indicatori agricoli: Pesticidi.
  • Metalli pesanti: Arsenico, Piombo, Nichel, Cromo, Cadmio, Mercurio, Boro, ecc.
  • Sostanze derivate da attività industriali: PFAS, Benzene, Acrilammide, Bisfenolo A, IPA, Solventi organo-alogenati, Fluoruri, ecc.
  • Sostanze derivati dai trattamenti: Cloriti, Clorati, Epicloridina, Bromati, ecc.

C. Parametri Indicatori

Per valutare la qualità complessiva e l'organolettica dell'acqua:

  • Caratteristiche chimico-fisiche: pH, Conduttività elettrica, Torbidità, Colore, Odore, Sapore.
  • Sostanze disciolte: Ammonio, Ferro, Manganese, Solfati, Cloruri, Sodio, TOC (Carbonio Organico Totale).
  • Indicatori microbiologici aggiuntivi: Batteri coliformi, Conteggio delle colonie a 22 °C, Clostridium perfringens.

La scelta del piano analitico deve considerare le caratteristiche del territorio in cui si trova il pozzo: zone agricole/zootecniche, zone industriali o urbane, contesti geologici particolari.

Se il pozzo serve un'impresa alimentare (OSA):

  • L'acqua deve rispettare i limiti di legge in tutti i punti di erogazione e utilizzo.
  • L'azienda opera come gestore idrico autonomo e deve integrare le analisi nel proprio Piano di Autocontrollo HACCP / DVR.

Cosa facciamo

  • Analisi microbiologiche e chimico-fisiche tutte accreditate
  • Stesura di Piani Sicurezza Acque e Piani di autocontrollo (PSA)
  • Aggiornamento dei piani HACCP con la valutazione dei rischi derivanti dall’acqua per le aziende alimentari
  • Supporto con l’ente di controllo nell’iter autorizzativo alla destinazione d’uso potabile del pozzo

Acqua di Piscina

La disciplina delle piscine in Italia è organizzata su un doppio livello normativo: a livello nazionale vengono stabiliti i principi generali di salute, prevenzione incendi, impiantistica e i parametri analitici minimi delle acque, mentre a livello regionale sono emanate le leggi e i regolamenti attuativi che disciplinano le procedure amministrative, i requisiti strutturali di dettaglio, le dotazioni di personale e le sanzioni.

1. Requisiti di Legge a Livello Nazionale

La normativa statale e le norme tecniche (Accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003 e Norma UNI 10637) forniscono il quadro tecnico, igienico-sanitario e di sicurezza applicabile su tutto il territorio. Costituiscono l'asse portante per la tutela igienico-sanitaria e stabiliscono:

  • Classificazione generale delle piscine:
    • Categoria A (utenza pubblica): suddivisa in pubbliche comunali (A/1), a uso collettivo per clienti/ospiti di strutture ricettive, campeggi, palestre o circoli (A/2) e parchi/giochi acquatici (A/3).
    • Categoria B (condominiali): destinate esclusivamente ai condomini e ai loro ospiti.
  • Documento di Valutazione dei Rischi (DVR): il gestore deve avere un DVR con le procedure operative ed i registri dei controlli dell'acqua.
  • Analisi dell'acqua: Sono definiti i parametri e la frequenza dei controlli dell’acqua da eseguire in autocontrollo.
  • Requisiti microclimatici e ambientali: (piscine coperte).
  • Figure responsabili: obbligo per il titolare di nominare formalmente il Responsabile della piscina e l'Addetto agli impianti tecnologici, garantendo la presenza dell'assistente bagnanti quando previsto.

2. Requisiti di Legge a Livello Regionale

Le Regioni recepiscono l'Accordo Stato-Regioni integrando prescrizioni gestionali, costruttive e autorizzative specifiche (come dettagliato nella disciplina della Regione Umbria, L.R. 11/2015, R.R. 2/2008 e R.R. 5/2009):

A. Procedure Amministrative di Inizio Attività

  • Comunicazione di inizio attività: per le nuove piscine pubbliche (A/1, A/4) è previsto l'inoltro della comunicazione alla ASL con richiesta di parere igienico-sanitario preventivo, mentre per le piscine di alberghi, campeggi, agriturismi (A/2) e condomini (B/1) è richiesta una formale comunicazione di avvio con asseverazioni tecniche.
  • Aperture stagionali: obbligo di comunicazione preventiva alla ASL competente almeno 30 giorni prima della riapertura, segnalando eventuali variazioni strutturali o del responsabile.

B. Assistenza Bagnanti e Condizioni di Deroga

A livello regionale sono definiti i parametri numerici e le deroghe per l'assistente bagnanti per le strutture ricettive (A/2) e condomini. La norma comunque prevede la presenza di salvagenti e pertiche per il recupero.

C. Requisiti Strutturali di Dettaglio e Percorsi

La Legge regionale prevede requisiti per vari aspetti sia strutturali che gestionali tra i quali:

  • Presidi di bonifica.
  • Banchine perimetrali e delimitazioni.
  • Semplificazioni per gli alloggiati: per le piscine A/2 al servizio esclusivo dei clienti di strutture ricettive (e per quelle condominiali B/1), le leggi regionali eliminano l'obbligo di realizzare spogliatoi e servizi igienici dedicati all'interno dell'impianto natatorio.

D. Regolamento Interno Obbligatorio

Il responsabile deve redigere ed esporre all'ingresso e all'interno un regolamento visibile.

E. Vigilanza, Controlli Esterni e Sanzioni

  • Vigilanza ASL e analisi ARPA: l'Azienda Sanitaria Locale effettua ispezioni e prelievi di verifica analitica appoggiandosi ai laboratori dell'ARPA.
  • Sistema sanzionatorio: sono previste sanzioni pecuniarie (da poche centinaia fino a migliaia di euro) per violazione dei limiti di bagnanti, omessa comunicazione, carenza del DVR o mancato autocontrollo, con facoltà per il Sindaco di disporre la chiusura temporanea dell'impianto in caso di sovraffollamento o gravi rischi sanitari.

F. Controlli interni

  • Analisi chimiche e microbiologiche periodiche dell’acqua di vasca.
  • Analisi chimica e microbiologica dell’acqua di approvvigionamento qualora questa derivi da pozzo (da eseguirsi entro 3 mesi dall’apertura).

Cosa facciamo

  • Stesura dei DVR per la piscina in conformità alla norma regionale
  • Prelievo ed analisi microbiologica e chimica dell’acqua di piscina e di approvvigionamento
  • Assistenza post analisi con interpretazione degli esisti analitici
  • Consulenza sugli aspetti strutturali ed impiantistici in farse di progettazione della piscina

Acqua Tecnica

In base alla norma tecnica UNI 8065:2019, le analisi necessarie per monitorare l'acqua tecnica (in particolare per gli impianti di climatizzazione invernale ed estiva) si suddividono a seconda del momento in cui vengono eseguite:

1. In fase di riempimento dell'impianto (messa in servizio o manutenzione)

Ogni volta che l'impianto viene caricato a seguito di prima messa in servizio o interventi straordinari (come lavaggio dell'impianto o sostituzione del generatore), è obbligatorio analizzare e registrare almeno i seguenti parametri:

  • Aspetto
  • pH
  • Durezza totale
  • Conducibilità elettrica
  • Cloruri

2. Controlli periodici annuali obbligatori

La norma prevede che per gli impianti di climatizzazione a circuito chiuso si effettui un controllo con frequenza minima di almeno una volta all'anno, in occasione della manutenzione ordinaria. I parametri obbligatori da verificare sono:

  • Sull'acqua del circuito (C):
    • Aspetto
    • pH
    • Durezza totale
    • Conducibilità elettrica
    • Concentrazione del condizionante chimico (per verificare la corretta presenza dei prodotti protettivi dosati)
    • Livello di protezione antigelo (se nell'impianto è presente liquido antigelo/glicole)
  • Sull'acqua di riempimento/reintegro (R):
    • Durezza totale
    • Conducibilità elettrica

(Nel caso sia presente anche la produzione centralizzata di acqua calda sanitaria, i controlli annuali obbligatori sull'acqua di alimento a monte prevedono: aspetto, pH, durezza totale, conducibilità elettrica e concentrazione del condizionante chimico).

3. Analisi per problematiche specifiche o approfondimenti

In presenza di anomalie, sospetti fenomeni corrosivi o specifiche configurazioni impiantistiche, la norma prescrive o raccomanda ulteriori accertamenti mirati:

  • Metalli disciolti (sull'acqua di circuito, per verificare la corrosione dei componenti presenti):
    • Ferro
    • Rame
    • Alluminio
  • Cloruri: il controllo sull'acqua di circuito diventa obbligatorio annualmente qualora sia installato un addolcitore nel circuito di reintegro (o sull'acqua di riempimento qualora vi sia il sospetto di incompatibilità con gli acciai inossidabili dell'impianto).
  • Parametri microbiologici: da valutare in funzione della tipologia impiantistica (ad esempio nei circuiti radianti a bassa temperatura dove possono svilupparsi mucillagini).

Cosa facciamo

  • Analisi chimico-fisiche e microbiologiche

Acque Minerali

Cosa sono le acque minerali naturali

  • Origine e purezza: Sono acque di origine sotterranea, protette da ogni rischio di inquinamento, caratterizzate da purezza microbiologica originaria e da una composizione minerale costante nel tempo.
  • Zero potabilizzazione: È severamente vietato qualsiasi trattamento di potabilizzazione o l'aggiunta di sostanze battericide.
  • Iter autorizzativo: Per essere commercializzate necessitano del decreto di riconoscimento del Ministero della Salute e dell'autorizzazione regionale degli impianti.

I controlli principali

La vigilanza è effettuata sia dall'azienda (autocontrollo) sia dalle ASL/Regioni (vigilanza pubblica) lungo tutta la filiera: sorgente, impianto di imbottigliamento, depositi e punti vendita.

Comprende quattro ambiti di verifica:

  1. Geologico e idrogeologico: Tutela del bacino d'origine, stabilità della falda e delimitazione delle zone di salvaguardia.
  2. Chimico e chimico-fisico: Controllo dei minerali caratteristici, rispetto dei limiti stringenti per sostanze tossiche naturali (es. arsenico, piombo, fluoruri, nitrati) ed esito negativo per inquinanti d'origine umana (pesticidi, idrocarburi, benzene).
  3. Microbiologico: Garanzia del microbismo naturale alla fonte e assenza totale di batteri patogeni o indicatori di contaminazione (es. E. coli, Pseudomonas, streptococchi fecali).
  4. Clinico e farmacologico (eventuale): Test scientifici necessari per dimostrare proprietà salutari particolari o l'idoneità per la preparazione degli alimenti dei lattanti.

Cosa facciamo

Eseguiamo attività di campionamento ed analisi microbiologiche e fisico-chimiche presso le aziende di imbottigliamento e su campioni in distribuzione.